9. Tracina (Trachinus sp.)

NOME LOCALE
Trasgina

Download flag

9_tracine

CARATTERISTICHE
Muso schiacciato e bocca rivolta verso l’alto. Spine dorsali e opercolari velenose (l’opercolo delimita l’apertura branchiale). La tracina drago (Trachinus draco) presenta striature oblique blu e gialle. La tracina raggiata (Trachinus radiatus) presenta una livrea con macchie scure che le conferiscono un aspetto quasi leopardato.

ABITUDINI E CURIOSITÀ
Tutte le tracine sono munite di spine velenose poste sulla prima pinna dorsale, di colore nero, che possono provocare un dolore intenso. Anche il bordo dell’apertura branchiale è munito di una spina velenifera. Questi pesci vivono per lo più infossati nella sabbia, dove attendono l’avvicinamento di potenziali prede.

A CHE PROFONDITÀ VIVONO?
La tracina drago è comune tra i 5 e i 20 metri, ma può raggiungere anche i 300 metri di profondità; la tracina raggiata vive tra i 30 e 60 metri, arrivando fino a 150 metri.

CHE DIMENSIONI RAGGIUNGONO?
La tracina drago raggiunge normalmente i 35 cm, ma può arrivare ai 40 cm; la tracina raggiata arriva in genere ai 40/50 cm di lunghezza.

HANNO UNA TAGLIA MINIMA DI CATTURA?
No.

COME SI PESCANO?
Con reti a strascico, reti da posta, palamiti.

STAGIONALITÀ DI PESCA
Tutto l’anno.

NOTE SU  SOSTENIBILITÀ ED ECOLOGIA
Le tracine, in virtù delle loro caratteristiche biologiche, presentano una vulnerabilità moderata e una buona resilienza alla pressione di pesca.

NOTE NUTRIZIONALI
La tracina possiede un’alta concentrazione di acidi grassi omega 3.

Valori nutrizionali per 100 grammi
96 kcal
Proteine 18,6 gr
Grassi 5,1 gr
Acqua 76 gr

 

LA TRACINA IN CUCINA

PASTA AL SUGO DI TRACINA
Ingredienti per 4 persone
300 gr di linguine o spaghetti
1/2 kg di tracine
una quindicina di pomodorini pachino
olio
aglio
peperoncino
pecorino

Procedimento
In un padellino far cuocere le tracine con un filo d’olio e uno spicchio di aglio per 15 minuti.
Sfumare con mezzo bicchiere di vino bianco e far rosolare. Completata la cottura, porre i pesci su un tagliere togliendo la testa, la pelle e le lische e mettendo la polpa ottenuta da parte. Nello stesso fondo di cottura dei pesci aggiungere ancora un po’ di olio, aglio e peperoncino, i pomodori pachino tagliati in quattro parti e far cuocere il tutto rapidamente. Aggiungere quindi la polpa del pesce e far amalgamare il tutto per 1 minuto, quindi spegnere il fuoco. Mettere a bollire la pasta, scolarla al dente, versarla nella padella del condimento e mantecarla nel sugo preparato, risottandola con qualche cucchiaio di acqua di cottura della pasta. Spolverare con pecorino romano e servire.